2016/03/25

25 marzo

1928/03/25


Nasce a Cleveland, in Ohio, Jim Lovell (James Arthur Lovell, Jr.). Verrà selezionato come astronauta dalla NASA nel 1962 e diventerà pilota di riserva della missione Gemini 4, comandante di riserva della Gemini 9 e di Apollo 11; volerà nello spazio per la prima volta nel 1965, a bordo della Gemini 7 insieme a Frank Borman, effettuando il primo rendez-vous fra due veicoli spaziali con equipaggi.

Lovell tornerà nello spazio nel 1966 con la Gemini 12 insieme a Edwin "Buzz" Aldrin e di nuovo nel 1968, insieme a Borman e a William Anders, per Apollo 8, il primo volo dell’umanità intorno alla Luna e il primo volo con equipaggio lanciato da un Saturn V. Il suo quarto volo spaziale avverrà nel 1970, con la missione Apollo 13 (insieme a John Swigert e Fred Haise), diventando il primo essere umano a viaggiare due volte verso la Luna.

Come comandante di Apollo 13 sarà candidato a camminare sulla Luna insieme a Haise, ma una grave avaria durante il viaggio di andata obbligherà la missione a un drammatico ritorno d’emergenza. Le sue 715 ore complessive di volo spaziale stabiliranno un record che durerà fino alle missioni Skylab nel 1973 [NASA; Space.com].


1961/03/25


Decollo della Korabl-Sputnik 5, che porta nello spazio e riporta sano e salvo a terra il cane Zvezdochka. A bordo c’è anche un manichino che simula un astronauta e viene espulso dalla capsula dopo il rientro e prima dell’atterraggio: il volo è una prova generale della missione Vostok 1 che porterà per la prima volta un essere umano nello spazio [NHO].


1975/03/25


Inizia la fabbricazione dello Shuttle Columbia, il primo in grado di raggiungere lo spazio. L’esemplare precedente, Enterprise, era privo di motori e rivestimento termico ed era stato costruito esclusivamente per i collaudi di planata e le verifiche dimensionali degli impianti a terra [NSF].


1992/03/25 9:31 IT


Rientra a terra Sergei Krikalyov, reduce da 311 giorni trascorsi nello spazio a bordo della stazione spaziale Mir. È rimasto intrappolato a bordo della stazione per diversi mesi in più del previsto a causa del collasso definitivo dell’Unione Sovietica, già scricchiolante alla sua partenza.

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Sergei Krikalyov all’epoca della sua insolita missione: si nota uno scorcio della bandiera sovietica sul braccio della tuta. Credit: Claude Lafleur.

Dopo il suo decollo con la Soyuz TM-12 il 18 maggio 1991, insieme al russo Anatoly Artsebarsky e alla britannica Helen Sharman (vincitrice di un concorso commerciale), per raggiungere la Mir per una permanenza prevista di circa sei mesi, in Unione Sovietica si è verificato un colpo di stato ad opera di membri conservatori del Partito Comunista, del KGB e delle forze armate, culminato con l’arresto del presidente Gorbaciov e con l’attacco militare alla sede del parlamento e poi fallito (19-21 agosto 1991); il Partito Comunista che imperava nel paese è stato sciolto per decreto (24 agosto 1991); dieci delle repubbliche che componevano l’Unione Sovietica hanno dichiarato la propria indipendenza (agosto-dicembre 1991); Russia, Ucraina e Bielorussia hanno costituito la Comunità degli Stati Indipendenti (12 dicembre 1991), alla quale hanno poi aderito altre otto repubbliche ex sovietiche (21 dicembre 1991); in un solo giorno, Gorbaciov si è dimesso ed è stato rimpiazzato da Boris Yeltsin, l’Unione Sovietica ha cessato di esistere, la Repubblica Socialista Sovietica Russa è stata rinominata Federazione Russa e la bandiera rossa con falce e martello dell’Unione Sovietica è stata tolta dal Cremlino e sostituita con il tricolore russo (25 dicembre 1991). La città dove Krikalyov è cresciuto non si chiama più Leningrado ma San Pietroburgo.

Come se tutto questo non bastasse, uno dei voli spaziali che doveva contribuire al ricambio dell’equipaggio della stazione (Soyuz TM-13A) è stato annullato (Helen Sharman è tornata sulla Terra il 26 maggio 1991 con la Soyuz TM-11 insieme a Viktor Afanasiyev e Musa Manarov, che erano già a bordo della Mir). Inoltre il cosmodromo sovietico di Baikonur dal quale sarebbero dovuti partire i voli di ricambio è finito di colpo nel territorio di uno stato indipendente (la Repubblica del Kazakistan, ex Repubblica Socialista Sovietica Kazaka), che ha preteso di essere pagato lautamente per l’uso della base spaziale.

La Federazione Russa, disperatamente a corto di finanziamenti, ha inoltre scelto di farsi pagare 7 milioni di dollari per portare nello spazio l’austriaco Franz Viehböck sulla Soyuz TM-13 e ha ottenuto uno sconto dal governo kazako mettendo sullo stesso volo di Viehböck il primo cosmonauta-ospite kazako (Toktar Aubakirov) al posto di Alexander Kaleri, l’ingegnere di volo che avrebbe dovuto sostituire Krikalyov. Aubakirov e Viehböck sono arrivati sulla Mir con la Soyuz TM-13 il 4 ottobre 1991, insieme al comandante russo Aleksander Volkov, e sono rientrati a terra otto giorni dopo, insieme ad Artsebarsky, usando la Soyuz TM-12 che sarebbe spettata a Krikalyov. Volkov è rimasto a bordo della Mir con Krikalyov.

Il tanto atteso ricambio di Krikalyov, Aleksander Kaleri, è arrivato alla Mir con la Soyuz TM-14 il 19 marzo 1992, insieme ad Aleksander Viktorenko e al tedesco Klaus-Dietrich Flade; sei giorni dopo (25 marzo 1992) Volkov, Flade e finalmente Krikalyov sono tornati a terra con la Soyuz TM-13.

La disavventura di Krikalyov ispirerà una popolarissima campagna pubblicitaria televisiva italiana della DeAgostini, che mostra proprio un astronauta sovietico che trova tutto cambiato al proprio rientro [The Story of Space Station Mir, David Harland, 2005, p. 209-210 e p. 289; Flight International, 1991; Astronautix; Spacefacts; Astronautix; NASA; spot De Agostini].


2002/03/25


La Cina lancia la Shenzhou 3, un vettore che trasporta una capsula per equipaggi, per un volo di collaudo senza equipaggio che effettua 107 orbite [NHO].


2014/03/25


Decollo della Soyuz TMA-12M, che porta alla Stazione Spaziale Internazionale Aleksandr Skvortsov (comandante), Oleg Artemyev (ingegnere di volo), Steven Swanson (ingegnere di volo) per una permanenza di 169 giorni [NHO; Spacefacts; Russian Space Web].