2016/02/14

14 febbraio

1963/02/14 – Primo satellite geostazionario


Lancio di Syncom 1, primo satellite per la sperimentazione delle telecomunicazioni in orbita geostazionaria [NASA; NHO].


1972/02/14 – Decollo di Luna 20


Partenza dalla Terra della sonda automatica sovietica Luna 20, diretta verso la Luna [NASA].

1990/02/14 – Galileo fotografa Venere


La sonda Galileo scatta un’immagine delle nubi di Venere usando un filtro che ne penetra gli strati più compatti. Il colore azzurro è aggiunto dall’elaborazione grafica e fa sembrare il pianeta più ospitale di quanto sia realmente: le nubi, infatti, sono costituite da acido solforico [NASA; NASA].

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Il pianeta Venere visto dalla sonda Galileo (elaborazione in falso colore) [NASA].


1990/02/14 – Voyager scatta il “puntino azzurro”


La sonda Voyager 1, a oltre 6 miliardi di chilometri dalla Terra, rivolge i propri strumenti verso il lontanissimo pianeta d’origine e scatta una celebre fotografia, soprannominata Pale Blue Dot o Puntino azzurro, che mostra la Terra come un singolo pixel sospeso nell’immensità del cosmo. L’immagine ispira l’astronomo Carl Sagan a scrivere una delle più poetiche riflessioni sull’universo e sull’umanità mai scritte da uno scienziato.

“Da questo lontano punto d’osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi.

Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e cercatore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole.

La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti a malapena distinguibili di qualche altro angolo. Quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino.

Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granello solitario nel grande, avvolgente buio cosmico.

Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi. La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, perlomeno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora. Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte.

È stato detto che l’astronomia è un’esperienza che suscita umiltà e forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci con più gentilezza l’uno dell’altro e di preservare e proteggere l’unica casa che abbiamo mai conosciuto. Questo puntino azzurro.” [Planetary Society].


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La Terra è il puntino al centro del raggio di luce di destra.


2011/02/14 – Stardust sfiora la cometa Tempel 1


La sonda automatica Stardust effettua un passaggio ravvicinato (180 km) accanto alla cometa Tempel 1, raccogliendo immagini del suo nucleo. Questa visita permette di valutare quali cambiamenti sono avvenuti nella cometa dopo il suo incontro con un’altra sonda automatica, la Deep Impact, avvenuto sei anni prima [JPL].