Dopo due anni di rinvii, decolla per la prima volta il vettore spaziale
privato Falcon 1 di SpaceX. Venticinque secondi dopo la partenza
dall’atollo Kwajalein delle Isole Marshall, un dado di una delle linee di
alimentazione del propellente si rompe a causa della corrosione prodotta dalla
salsedine.
Ci vorranno altri due fallimenti prima che un Falcon 1 raggiunga
l’orbita, il 28 settembre 2008.
Dal poligono di Omelek Island, nelle Isole Marshall (Oceano Pacifico), decolla alle 1:10 GMT il razzo vettore Falcon 1 di SpaceX, che porta a bordo un satellite DemoSat di NASA e DARPA. È il secondo tentativo di raggiungere l’orbita terrestre per la neonata società spaziale privata. Il primo stadio funziona correttamente ma il lancio fallisce dopo un impatto fra la carenatura sommitale del primo stadio e l’ugello del motore del secondo stadio e dopo un’oscillazione conica circolare del secondo stadio a circa 4:20 dal decollo. Cinque minuti dopo il lancio cessa la telemetria trasmessa in tempo reale. I dati successivamente recuperati riveleranno che il vettore ha raggiunto la quota di 289 km e la velocità di 5,1 km/s, contro i 7,5 necessari per entrare in orbita.
SpaceX considera comunque il lancio come un successo perché dimostra in volo oltre il 95% dei sistemi del razzo.