Da sinistra: Armstrong, Collins e Aldrin. Credit:
@armstrongdocu.
Il comandante Neil Armstrong, il pilota del Modulo di Comando Michel Collins e
il pilota del Modulo Lunare Buzz Aldrin posano per una serie di foto in abiti
civili davanti al gigantesco razzo Saturn V che fra due mesi li porterà
a compiere il primo allunaggio umano della storia. Il vettore gigante sta
effettuando il roll-out, ossia il trasporto dall’enorme edificio di
assemblaggio (il Vehicle Assembly Building o Vab) fini alla
storica rampa di lancio 39A, trasportato da un crawler cingolato.
Decollo del vettore Titan con la capsula Gemini 8.
Lancio della Gemini 8, che viene lanciata da un razzo Titan 2 e
porta in orbita terrestre Neil Armstrong e David Scott. Per entrambi è il
primo volo nello spazio. La Gemini 8 effettua il primo attracco
(docking) fra due veicoli spaziali in assoluto, raggiungendo e
agganciando un veicolo senza equipaggio Agena lanciato meno di due ore
prima.
L’attracco, effettuato da Armstrong, è un grande successo: i due veicoli
stanno viaggiando a 28.900 km/h, ma le manovre orbitali sono talmente precise
che la velocità relativa è di soli 8 centimetri al secondo. Scott annuncia con
entusiasmo l’attracco:
“Abbiamo attraccato! Sì, è veramente liscio come l’olio!”
(“We are docked! Yes, it’s really a smoothie!”). Un’altra tappa
significativa della corsa verso la Luna è stata completata.
La Gemini 8 entra in una zona dell’orbita nella quale non c’è contatto
radio con il Controllo Missione, come previsto, ma quando ne riemerge le
parole di Scott hanno tutt’altro tono:
“Qui abbiamo un problema serio” (“We have a serious problem here”). A insaputa degli astronauti, un motore di manovra della loro capsula è
andato in avaria e la sua spinta sta facendo ruotare su se stessi i due
veicoli agganciati.
Sospettando erroneamente che la rotazione imprevista sia causata dal veicolo
Agena, i due astronauti si sganciano da quest’ultimo, ma in questo modo
riducono la massa del sistema sul quale agisce il motore malfunzionante e
quindi la rotazione non fa che aumentare, arrivando a un giro al secondo, con
il rischio che gli astronauti si disorientino e in poco tempo perdano i sensi.
La cinepresa di bordo documenta la rotazione rapida della capsula, come
visibile a 19:00 nel video qui sotto.
Neil Armstrong spegne l’intero impianto dei motori di manovra e usa poi i
motori di manovra di rientro per riprendere il controllo della
Gemini 8. Questo risolve l’emergenza, ma consuma circa il 75% del
propellente disponibile per effettuare il rientro e quindi il Controllo
Missione decide di ordinare un rientro anticipato rispetto al piano di volo.
La Gemini 8 ammara, dopo aver effettuato un’altra orbita, a circa 1000
km a sud di Yokosuka, in Giappone. Armstrong e Scott attendono i soccorsi per
tre ore, tormentati dal mal di mare ma sani e salvi. L’emergenza felicemente
risolta dimostra la capacità degli astronauti e dei tecnici a Terra di gestire
gli imprevisti. La prontezza di reazione di Armstrong cementa la sua
reputazione fra gli astronauti e contribuirà non poco alla sua selezione per
le missioni lunari; anche Scott andrà sulla Luna.