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1965/04/16 - Prima accensione dei motori F1 del Saturn V

Per la prima volta viene effettuata un’accensione simultanea di test di cinque motori F1 di un Saturn V presso il Marshall Space Flight Center (MSFC). Questi motori serviranno per portare sulla Luna gli equipaggi delle missioni Apollo e per portare in orbita la stazione spaziale Skylab e resteranno per oltre cinque decenni i propulsori a propellente liquido a camera singola e ugello singolo più potenti mai usati in volo.

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I motori F-1 durante il test di accensione al MSFC.

Fonti: NHO; NASA.

1965/04/03 - Primo reattore nucleare in orbita

Gli Stati Uniti collocano in orbita terrestre polare il primo apparato spaziale sperimentale a energia nucleare, lo SNAP 10A: un reattore a fissione con una massa complessiva di circa 430 kg (schermatura compresa), in grado di generare fino a 600 watt per un anno. La sigla sta per System for Nuclear Auxiliary Power.

Il reattore viene lanciato dalla base militare di Vandenberg, in California, e verrà spento, dopo 43 giorni di attività regolare, a causa di un guasto all’impianto elettrico del vettore Agena.

Nel 1979 un evento di natura non specificata causerà la parziale frammentazione dello SNAP 10A; altri sei eventi causeranno il rilascio di altri frammenti, per un totale di circa 50 pezzi di dimensioni tracciabili da Terra. L’apparato è tuttora in orbita a circa 500 km di quota e dovrebbe restarvi per circa 3000 anni.

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Il reattore nucleare spaziale statunitense SNAP 10A (Energy.gov).

Fonti: NASA; Gizmodo; Energy.gov.

1965/03/24 - Ranger 9 raggiunge la Luna

La sonda statunitense Ranger 9 raggiunge la Luna e trasmette delle immagini televisive prima di schiantarsi nel cratere Alphonsus come previsto. L’ultima immagine viene acquisita a soli 600 metri dalla superficie, un quarto di secondo prima dell’impatto.

Fonti: video; NASA; NHO.

1965/03/23 - Decollo Gemini 3: primo volo con due astronauti USA, tramezzino non autorizzato

Viene effettuata la missione statunitense Gemini 3, primo volo con equipaggio del progetto Gemini. A bordo della capsula ci sono Gus Grissom e John Young. La Gemini 3 compie tre orbite intorno alla Terra nel corso di un volo che dura complessivamente 4 ore, 52 minuti e 31 secondi e si conclude con un ammaraggio nell’Oceano Atlantico a circa 60 miglia dalla nave di recupero principale, la USS Intrepid.

La missione include il primo uso di un sistema di manovra per il controllo dell’assetto in orbita che rende la Gemini 3 il primo veicolo spaziale statunitense interamente manovrabile. L’orbita del veicolo viene cambiata durante il volo, rendendola ellittica e poi più circolare, per dimostrare le tecniche che verranno applicate nelle successive missioni di rendez-vous e di attracco.

Grissom diventa il primo americano a volare nello spazio due volte: la prima volta aveva volato con la Mercury MR-4, che era affondata dopo l’ammaraggio ed è stata l’ispirazione per il nome non ufficiale della capsula Gemini 3, ossia Molly Brown, con riferimento alla storia della “inaffondabile” Molly Brown, una filantropa e attivista sopravvissuta all’affondamento del Titanic.

Young è autorizzato a mangiare del cibo spaziale appositamente preparato, mentre Grissom ha l’ordine di non mangiare niente. Ma circa due ore dopo il lancio Young estrae da una tasca della propria tuta spaziale un tramezzino non autorizzato: è un panino ripieno di corned beef (manzo lessato e conservato sotto sale), comprato per lui due giorni prima dal collega Wally Schirra, famoso per i suoi scherzi, che lo ha passato di nascosto a Young la mattina del lancio.

Grissom ne prende un morso e poi decide di metterselo in tasca perché si sta sbriciolando e le briciole che fluttuano in assenza di peso possono essere un pericolo, per esempio annidandosi dietro un pannello comandi o volando negli occhi di un astronauta (il cibo ufficiale di Gemini 3 ha uno strato di gelatina proprio per evitare questi problemi).

L’esperimento non previsto dura in tutto una decina di secondi, ma è sufficiente a divertire l’opinione pubblica e a scatenare le ire dei politici al Congresso, spingendo la NASA a imporre norme severe su cosa gli astronauti possono portarsi a bordo.

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Campioni di “cibo spaziale” preparati per la missione Gemini 3.

Fonti: History.com; GA; NHO; NHO; NASA; CollectSpace; NASA; Spaceline.org.

1965/03/21 - Ranger 9 parte per la Luna

La sonda statunitense Ranger 9 decolla verso la Luna. A differenza degli esemplari che l’hanno preceduta, questa Ranger vola con i suoi apparati di ripresa rivolti nella direzione di viaggio, scattando immagini eccezionali della superficie lunare. Raggiungerà la Luna il 24 marzo 1965.

Un simulacro della sonda Ranger 9. Credit: National Air and Space Museum.

Fonte: National Air and Space Museum.

1965/03/20 - Rientro Voskhod 2

Rientro della Voskhod 2 sovietica, con a bordo Alexei Leonov e Pavel Belyayev, che atterra in mezzo a un bosco nel cuore della Siberia, 1500 km a ovest del punto previsto. I due sono costretti a trascorrere due notti al gelo prima di essere recuperati dai soccorsi.

Fonte: Air & Space.

1965/02/17 - Ranger 8 parte per la Luna

Lancio della sonda lunare statunitense Ranger 8. Scatterà oltre 7000 fotografie ad alta risoluzione della Luna prima di schiantarsi sulla sua superficie, come previsto, il 20 febbraio 1965, nel Mare della Tranquillità.

Il vettore è un Atlas-Agena B, che parte dalla rampa LC-12 a Cape Kennedy.

Fonti: NHO; Drew Ex Machina; NASA JPL.

1965/02/16 - Lancio Saturn I SA-9 con satellite Pegasus 1

Dalla rampa LC-37B del centro spaziale di Cape Canaveral, in Florida, decolla un vettore Saturn I per la missione SA-9, che ha il compito di portare in orbita intorno alla Terra il satellite Pegasus 1 per la raccolta di dati sui meteoroidi nelle vicinanze del pianeta, allo scopo di valutare la quantità di impatti ed eventuali perforazioni che possono verificarsi in una capsula Apollo durante la sua sosta in orbita terrestre. 

Il satellite pesa circa 10,5 tonnellate e viene inserito in un’orbita non circolare, con una distanza massima di 726 km dalla superficie terrestre e una distanza minima di 510 km. Pegasus 1 è il primo di tre satelliti che verranno lanciati per acquisire maggiore conoscenza dell’ambiente orbitale terrestre dal punto di vista dei micrometeoroidi. 

Pegasus 1 verrà disattivato il 29 agosto 1968 e rientrerà nell’atmosfera terrestre, disintegrandosi, il 17 settembre 1978.

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Decollo del Saturn I SA-9. Si nota la lunga carenatura cilindrica che alloggia il satellite Pegasus 1. In cima al vettore c’è un Launch Escape System simile a quelli che verranno usati in caso di emergenza per i voli Apollo con equipaggio.
Il satellite Pegasus 1 viene chiuso all’interno della carenatura del Saturn I SA-9. Sopra di esso viene montato un boilerplate (simulacro) della capsula Apollo.
Gli enormi pannelli del Pegasus 1, lunghi complessivamente circa 29 metri e alti circa 4 metri, che rilevano gli impatti di micrometeoroidi.

Fonti: NHO; Gunter's Space Page; NHO.