Lo Shuttle Discovery parte per portare alla Stazione Spaziale Internazionale il modulo Harmony nell’ambito della missione STS-120. A bordo ci sono
Pamela A. Melroy (comandante),
George D. Zamka (pilota),
Douglas H. Wheelock (specialista di missione),
Stephanie Wilson (specialista di missione),
Scott E. Parazynski (specialista di missione) e
Paolo Nespoli (specialista di missione).
Lancio da Baikonur della Soyuz TMA-10 verso la Stazione Spaziale Internazionale: trasporta Oleg Kotov (Russia, comandante), Fyodor Yurchikhin (Russia, ingegnere di volo) e Charles Simonyi (Stati Uniti/Ungheria, astronauta privato o “turista spaziale”, il quinto in assoluto).
Dal poligono di Omelek Island, nelle Isole Marshall (Oceano Pacifico), decolla alle 1:10 GMT il razzo vettore Falcon 1 di SpaceX, che porta a bordo un satellite DemoSat di NASA e DARPA. È il secondo tentativo di raggiungere l’orbita terrestre per la neonata società spaziale privata. Il primo stadio funziona correttamente ma il lancio fallisce dopo un impatto fra la carenatura sommitale del primo stadio e l’ugello del motore del secondo stadio e dopo un’oscillazione conica circolare del secondo stadio a circa 4:20 dal decollo. Cinque minuti dopo il lancio cessa la telemetria trasmessa in tempo reale. I dati successivamente recuperati riveleranno che il vettore ha raggiunto la quota di 289 km e la velocità di 5,1 km/s, contro i 7,5 necessari per entrare in orbita.
SpaceX considera comunque il lancio come un successo perché dimostra in volo oltre il 95% dei sistemi del razzo.
La sonda statunitense New Horizons, in rotta verso Plutone, transita vicino a Giove, sfruttandone la gravità per togliere tre anni al tempo di viaggio e cogliendo l’occasione per esplorare la struttura delle eruzioni vulcaniche sul satellite gioviano Io.
Gli enormi pennacchi di due eruzioni su Io, visti da New Horizons.