Atterraggio dello Shuttle Columbia al Kennedy Space Center, al termine della missione STS-80, che stabilisce il record di durata di una missione Shuttle con 17 giorni, 15 ore, 53 minuti e 18 secondi.
1998/05/03 - Atterraggio STS-90
Torna sulla Terra, con un atterraggio al Kennedy Space Center, in Florida, lo Shuttle Columbia, partito per lo spazio il 17 aprile 1998. Il veicolo ha trascorso poco meno di 16 giorni in orbita con il suo equipaggio: Richard A. Searfoss, comandante; Scott D. Altman, pilota; Richard M. Linnehan, Dafydd Rhys Williams e Kathryn P. Hire, specialisti del carico; e Jay C. Buckey, Jr. e James A. Pawelczyk. Nella stiva ha portato per la sedicesima e ultima volta il modulo europeo Spacelab.
Fonte: NASA.
1998/04/17 - STS-90: decollo dello Shuttle Columbia
Lo Shuttle Columbia parte per la missione STS-90 e trasporta nello spazio per l’ultima volta il modulo Spacelab.
Fonte: NASA.
1981/04/14 - STS-1: primo rientro di uno Shuttle dallo spazio
Il volo spaziale inaugurale del Columbia termina sulla pista della base militare Edwards e conclude con pieno successo la missione STS-1. Per la prima volta nella storia, degli astronauti scendono dal proprio veicolo spaziale usando una scaletta come se si trattasse di un volo di linea. È anche la prima volta che degli astronauti statunitensi rientrano dallo spazio sulla terraferma anziché nell’oceano (se si eccettuano i voli suborbitali dell’X-15).
Fonte: video.
1981/04/12 - STS-1, primo volo nello spazio dello Space Shuttle
Dopo anni di sviluppo, sperimentazione e collaudi in planata atmosferica, ha luogo il primo volo spaziale dello Space Shuttle statunitense: il Columbia si leva dalla Rampa A del Complesso di Lancio 39 del Kennedy Space Center e in otto minuti porta nello spazio John Young (veterano di quattro voli spaziali, con Gemini 3 e 10 e con Apollo 10 e 16) e Bob Crippen (al suo primo volo nello spazio) per la missione STS-1 (STS sta per Space Transportation System).
Sarà la prima di ben 135 missioni orbitali che verranno effettuate nell’arco dei successivi trent’anni dalla flotta degli Shuttle che verranno man mano costruiti (oltre al Columbia ci saranno poi Atlantis, Challenger, Endeavour e Discovery).
In questa prima impresa spaziale il Columbia vola per due giorni, 6 ore e 20 minuti ed effettua 37 orbite, rientrando e planando sulla pista 23 presso la base militare Edwards in California il 14 aprile.
Il volo di debutto del Columbia avviene esattamente a vent’anni di distanza dallo storico primo volo spaziale di un essere umano, il russo Yuri Gagarin con la Vostok 1, ma si tratta di una coincidenza: la data di lancio prevista inizialmente per il Columbia era il 10 aprile, ma un malfunzionamento di uno dei computer di bordo ha imposto un rinvio di due giorni.
“Che bel modo di arrivare in California” (“What a way to come to California”) esclama Bob Crippen all’atterraggio. Young, invece, commenta così il volo: “Il sogno vive” (“The dream is alive”).
La missione è costellata di primati:
- è il primo volo spaziale con equipaggio da parte degli Stati Uniti dopo sei anni di pausa (il volo precedente era stato l’Apollo-Soyuz nel 1975);
- è la prima volta che un veicolo spaziale statunitense trasporta un equipaggio durante il volo inaugurale;
- è la prima volta che la NASA usa motori a propellente solido per un lancio con equipaggio;
- è la prima volta che un equipaggio rientra da un volo orbitale usando un veicolo dotato di ali, che effettua una planata e atterra su una pista come un aliante, invece di una capsula che precipita dallo spazio e poi tocca terra o ammara appesa a dei paracadute;
- è il primo volo di un veicolo orbitale riutilizzabile (soltanto il grande serbatoio esterno viene eliminato a ogni lancio, mentre i razzi laterali a propellente solido ricadono nell’oceano sotto dei paracadute e vengono recuperati);
- è il primo volo orbitale di un aereo-razzo.
- il Columbia è il veicolo spaziale più pesante mai lanciato e riportato a terra fino a quel momento (96 tonnellate, esclusi i razzi laterali e il serbatoio esterno); è il primo veicolo spaziale a usare uno scudo termico ceramico riutilizzabile; è il primo aereo-razzo a volare in atmosfera a oltre 10 volte la velocità del suono; ed è il primo veicolo spaziale a usare un sistema di manovra interamente digitale fly-by-wire, progenitore di quelli usati oggi sugli aerei di linea.
La tecnologia avanzatissima (per l’epoca) dello Shuttle non è priva di rischi, dettati non solo dai finanziamenti insufficienti, che impongono scelte tecniche meno caute, ma anche dai requisiti estremi imposti dal Dipartimento della Difesa statunitense, che intende usare il veicolo per missioni militari: durante il volo inaugurale e anche in quelli successivi, molte piastrelle dello scudo termico si staccheranno o verranno asportate dalla violenza del decollo.
Nel 2003 John Young rivelerà che durante questo primo volo del Columbia la protezione termica ha una falla che permette a dei gas roventi di penetrare nel vano del carrello destro, facendolo cedere parzialmente.
Il fatto stesso di mettere degli astronauti a bordo di un veicolo spaziale radicalmente nuovo che non ha mai volato prima, invece di effettuare un volo di verifica generale senza equipaggio, denota un’accettazione del rischio molto diversa da quella consueta della NASA, tanto che la NASA stessa definisce questa missione “il volo di collaudo più coraggioso della storia”.
L’America ritorna nello spazio, e il debutto del Columbia offre momenti di entusiasmo che però cederanno poi il passo alla realtà. Far volare “una farfalla legata ad un proiettile”, come la descrivono i suoi equipaggi, come se fosse un camion spaziale è un’impresa che spinge ogni volta al limite le risorse tecniche e umane dell’ente spaziale statunitense.
La manutenzione del veicolo per riportarlo in condizioni di volo si rivelerà molto più complessa e costosa del previsto, rendendo impossibile arrivare alla frequenza di voli quasi settimanale annunciata all’inizio del progetto. La flotta Shuttle non raggiungerà mai i livelli di affidabilità attesi e le riduzioni di costo previste e causerà la morte di quattordici astronauti in due incidenti (Challenger, 1986, e Columbia, 2003).
A causa di questi problemi, i lanci militari previsti dalla base californiana di Vandenberg non avverranno mai, nonostante sia stata costruita un’apposita rampa di lancio, e il Dipartimento della Difesa tornerà gradualmente a usare vettori non riutilizzabili e senza equipaggio. Ma lo Shuttle e la sua grande capacità di trasporto (sia dalla Terra, sia verso la Terra), insieme all’insostituibile versatilità dei suoi equipaggi, daranno vita a moltissimi progetti spaziali, come il telescopio spaziale Hubble, i laboratori Spacehab e Spacelab, le sonde Galileo e Magellan e quasi tutta la Stazione Spaziale Internazionale.
Il Columbia volerà in tutto 28 volte, per un totale di poco meno di 301 giorni nello spazio, e concluderà tragicamente la propria storia disintegrandosi durante il rientro l’1 febbraio 2003, portando con sé i sette membri del proprio equipaggio. Ma questo, in un giorno festoso di aprile del 1981, non lo sa ancora nessuno.
Fonti: NASA; NHO; NASA; NASA; KSC; NASA; SFN; NASA; CollectSpace; Space Review.1981/04/10 - Rinviato il primo lancio dello Shuttle
Primo tentativo di lancio dello Space Shuttle statunitense: un malfunzionamento a uno dei computer del nuovo veicolo spaziale, battezzato Columbia, costringe a un rinvio nove minuti prima dell’ora prevista per la partenza.
I quattro computer primari e il computer di riserva hanno effettuato correttamente la transizione alla modalità di lancio, ma quello di riserva non riesce a comunicare con due dei primari. Un riavvio di tutti i computer risolve il problema, ma dato che non è stata identificata la sua causa non è possibile escludere che si ripresenti. Infatti quando giunge il momento di effettuare di nuovo la transizione alla modalità di lancio il problema di comunicazione si manifesta di nuovo.
Il conto alla rovescia viene fermato a nove minuti dal via, ma dopo tre ore di rinvio si decide di annullare il tentativo di lancio. Dopo quasi sei ore trascorse nella cabina del Columbia, Young e Crippen vengono estratti dal veiolo e tornano all’Operations and Checkout Building.
Gli ingegneri ci metteranno un giorno per scoprire che i computer primari hanno un problema di sincronizzazione che li fa sbagliare di 40 millisecondi. L’errore è facilmente risolvibile aggiornando il software.
Il tentativo di lancio successivo viene fissato al 12 aprile 1981.
1997/04/08 - Rientro anticipato dello Shuttle Columbia
Un guasto a una delle celle a combustibile dello Shuttle Columbia obbliga l’equipaggio della missione STS-83 (James D. Halsell, Jr., Susan L. Still, Janice E. Voss, Donald A. Thomas, Michael L. Gernhardt, Roger K. Crouch e Gregory T. Linteris) a rientrare con largo anticipo dopo soli quattro giorni in orbita. Il piano di volo prevedeva invece una permanenza di 15 giorni.
La navetta spaziale atterra sull’apposita pista presso il Kennedy Space Center, in Florida.
Fonte: NASA.
1997/04/04 - Parte lo Shuttle Columbia (STS-83); prima pizza nello spazio
Decollo della missione Shuttle STS-83: il Columbia porta in orbita James D. Halsell, comandante; Susan L. Still, pilota; Janice E. Voss, comandante del carico; Donald A. Thomas e Michael L. Gernhardt, specialisti di missione; e Roger Crouch e Greg Linteris, specialisti del carico. Lo Shuttle trasporta, fra gli altri esperimenti, il Microgravity Science Lab-1.
A bordo c’è quella che Thomas descrive come la prima pizza a volare nello spazio, portata sullo Shuttle “dentro una delle tasche delle gambe della mia tuta di lancio e rientro. Ciascuno di noi aveva il permesso di portare con sé un tramezzino la mattina del lancio nel caso ci fosse venuta fame sulla rampa di lancio. Finii per mangiarla dopo che avemmo raggiunto l’orbita”.
La missione verrà interrotta dopo quattro giorni di volo a causa di un guasto a una delle tre celle a combustibile che alimentano lo Shuttle.
Fonti: comunicazione personale pubblica; SSA; Don Thomas; NASA.
1982/03/30 - Rientro Shuttle Columbia (STS-3)
Rientro dello Shuttle Columbia, con a bordo Gordon Fullerton e Jack Lousma, al termine della missione STS-3. Sarà l’unico volo ad atterrare sulla pista di White Sands, in New Mexico, saturando il velivolo di polvere finissima che continuerà a riemergere dagli anfratti più imprevisti in tutti i voli successivi del Columbia.
La navetta è costretta ad atterrare a White Sands perché la pista di atterraggio inizialmente prevista, alla base aerea militare Edwards, è allagata. Il Columbia resterà l’unico Shuttle ad atterrare in un luogo diverso dalla Florida o dalla California.
L’atterraggio è caratterizzato dall’estrazione del carrello completata solo due secondi prima del contatto con il suolo, a causa di un’insolita impostazione dei criteri di azionamento (basati per questa volta sulla velocità invece che sulla quota), dal taglio parziale di uno degli pneumatici e da una “impennata” nella quale il Columbia, dopo aver appoggiato il carrello posteriore e anteriore, risolleva bruscamente il muso, dando l’impressione che stia per cappottare o rialzarsi da terra.
Fonti: video; SSA; NASA; AmericaSpace; Alec Hutchinson.
1979/03/24 - Consegna dello Shuttle Columbia
Il primo Shuttle in grado di volare nello spazio, denominato Columbia, viene consegnato al Kennedy Space Center.
Fonte: SSA.
1996/03/09 - Due italiani insieme nello spazio
Rientro della missione Shuttle STS-75 (Columbia), che ha a bordo due astronauti italiani: Maurizio Cheli e Umberto Guidoni.
Fonti: Astronautica; ASI.
1994/03/04 - Decollo Shuttle Columbia (STS-62)
Decollo dal Kennedy Space Center dello Shuttle Columbia per la missione STS-62, che porta nello spazio John H. Casper (comandante), Andrew M. Allen (pilota) e Pierre J. Thuot, Charles D. Gemar e Marsha S. Ivins (specialisti di missione) per quasi 14 giorni, effettuando fra l’altro numerosi esperimenti scientifici sulla fascia di ozono intorno alla Terra, sulla saldatura e fusione di metalli e sugli effetti dell’assenza di peso sul corpo umano e provando alcuni componenti del braccio robotico che servirà per la costruzione della futura Stazione Spaziale Internazionale.
2002/03/01 - Decollo Shuttle Columbia (STS-109)
Lancio della missione STS-109: lo Shuttle Columbia parte per la quarta missione di manutenzione del telescopio spaziale Hubble.
1996/02/22 - Decollo Shuttle (STS-75), “satellite al guinzaglio” e due italiani nello spazio
Decollo dello Shuttle per la missione STS-75, con a bordo il comandante Andrew Allen, il pilota Scott Horowitz, gli specialisti di missione Jeffrey Hoffman, Maurizio Cheli, Claude Nicollier e Franklin Chang-Diaz, e lo specialista del carico Umberto Guidoni.
Lo scopo principale della missione è sperimentare di nuovo il Tethered Satellite System, un satellite che viene rilasciato ma rimane collegato allo Shuttle da un cavo lungo circa 20 km allo scopo di generare energia attraversando il campo magnetico terrestre; la corrente elettrica viene effettivamente generata, ma è tale da fondere il cavo a causa di un difetto di fabbricazione.
È la prima volta che due astronauti italiani sono nello spazio contemporaneamente. È anche la prima volta che viene usato in orbita un sistema operativo basato sul kernel di Linux, che viene installato su uno dei laptop di bordo per far funzionare un programma Unix concepito in origine per i server DEC Alpha.
1981/01/23 - STS-1, conferenza stampa di presentazione del ritorno allo spazio degli astronauti USA
Presso il Johnson Space Center, gli astronauti John Young e Bob Crippen presentano alla stampa la loro missione, che costituirà il debutto orbitale dello Space Shuttle.








