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2001/05/06 - Rientro della Soyuz TM-31

Atterra in Kazakistan, vicino ad Arkalyk, la Soyuz TM-31, che il 31 ottobre 2000 è partita dal cosmodromo di Baikonur per portare alla Stazione Spaziale Internazionale i cosmonauti Yuri Gidzenko e Sergei Krikalev e l’astronauta William Shepherd. I tre sono arrivati il 2 novembre 2000, dando inizio all’occupazione permanente della Stazione, che proseguirà ininterrotta per oltre due decenni.

Per il viaggio di ritorno dallo spazio ci sono invece a bordo della Soyuz TM-31 Talgat Musabayev, Yuri Baturin e Dennis Tito, arrivati alla Stazione a bordo della Soyuz TM-32 il 30 aprile 2001.

Si conclude così il primo volo spaziale di un privato cittadino, Dennis Tito, che ha pagato di tasca propria la sua partecipazione alla missione.

La notizia del rientro della Soyuz TM-31 sul Resto del Carlino (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

Fonti: RussianSpaceWeb; Wikipedia; Astronautix.

1992/03/25 - Rientro della Soyuz TM-13, missione a cavallo del crollo dell’Unione Sovietica

La capsula Soyuz TM-13, partita il 2 ottobre 1991 dal poligono di Baikonur in Unione Sovietica, torna sulla Terra dopo 175 giorni trascorsi in orbita, attraccata alla stazione spaziale sovietica Mir, ma nel frattempo lo stato che l’ha lanciata ha cessato di esistere: la sua dissoluzione formale è avvenuta il 26 dicembre 1991, e nei giorni precedenti le repubbliche dell’Unione si sono dichiarate indipendenti.

Il veicolo spaziale atterra pertanto in Kazakistan, nella stessa regione utilizzata da quasi tutti i rientri di equipaggi sovietici, ma stavolta il Kazakistan è una repubblica indipendente. La situazione è particolarmente surreale per due dei tre membri dell’equipaggio di ritorno, Sergei Krikalev e Alexandr Volkov, che vengono soprannominati “gli ultimi cittadini dell’Unione Sovietica”: sono infatti partiti come cittadini sovietici ma sono gli ultimi, formalmente, a ricevere i documenti come cittadini russi.

Volkov era arrivato il 2 ottobre 1991, mentre Krikalev era partito dalla Terra il 19 maggio 1991 con la Soyuz TM-12. Il crollo dell’Unione Sovietica li ha lasciati nell’incertezza sulla Mir, soprattutto nel caso di Krikalev, a causa dei continui rinvii del suo rientro. Sarebbe dovuto rientrare a ottobre del 1991, ma i tagli alle spese avevano annullato un volo di una Soyuz-TM e il cosmonauta che avrebbe dovuto sostituire Krikalev, Alexandr Kaleri, era stato tolto dall’equipaggio della Soyuz TM-13 per fare spazio per il kazako Toktar Aubakirov. Questo cambiamento era necessario per motivi diplomatici, dato che il centro spaziale di Baikonur si trovava di colpo in un altro stato indipendente (il Kazakistan) con il quale occorreva stabilire nuovi accordi di collaborazione. Alla fine la missione di Krikalev è durata ben 311 giorni, il doppio del previsto.

Il terzo membro dell’equipaggio è il tedesco Klaus-Dietrich Flade, che ha trascorso nello spazio poco meno di otto giorni.

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Da sinistra: Krikalev, Volkov e Flade poco dopo il loro atterraggio. Credit: Getty Images.
Un articolo del Resto del Carlino dedicato al ritorno di Krikalev. Dalla collezione personale di Gianluca Atti.
Il Corriere della Sera racconta la vicenda di Krikalev. Dalla collezione personale di Gianluca Atti.

Fonti: Spacefacts, Wikipedia, Astronautix.

1994/02/11 - Rientro Shuttle Discovery (STS-60)

Lo Shuttle Discovery atterra sulla pista del Kennedy Space Center, seguito da uno degli aerei di supporto.

Dopo otto giorni nello spazio, atterra al Kennedy Space Center lo Shuttle Discovery, completando la missione Shuttle STS-60, la prima che trasporta un cosmonauta russo, Sergei Krikalev, e la prima della serie di missioni congiunte russo-statunitensi Shuttle-Mir.

L’equipaggio di STS-60: da sinistra in basso in senso orario, Ken Reightler, pilota; Franklin R. Chang-Diaz, specialista di missione; Ronald M. Sega, specialista di missione; Sergei Krikalev, specialista di missione; Jan Davis, specialista di missione; e Charles F. Bolden, comandante.

La missione ha collaudato l’esperimento Wake Shield Facility, un disco di acciaio inossidabile con un diametro di 3,7 metri che trasporta una serie di strumenti per valutare la possibilità di creare un vuoto estremamente spinto alla quota orbitale dello Shuttle (circa 300 km), dove esiste ancora qualche traccia di atmosfera terrestre. Il disco, spostandosi ad elevatissima velocità entro questa tenue atmosfera, crea dietro di sé una scia di vuoto. È concepito per essere rilasciato dallo Shuttle e per allontanarsi a circa 55 chilometri dal veicolo spaziale, venendo poi recuperato dallo Shuttle stesso, ma in questa prima missione alcuni malfunzionamenti hanno fatto sì che non sia stato rilasciato.

L’esperimento Wake Shield Facility agganciato al braccio robotico; in basso, una porzione del laboratorio spaziale Spacehab nella stiva della Discovery.
Dettaglio del Wake Shield Facility.

Fonti: NASA; SSA; NASA Spaceflight.

1994/02/03 - STS-60: Primo decollo Shuttle con a bordo un cosmonauta russo

Decollo della missione Shuttle STS-60, che porta per la prima volta un cosmonauta russo, Sergei Krikalev, su un veicolo spaziale statunitense (lo Shuttle Discovery).

Uscita dello Shuttle Discovery dal VAB.
Trasporto della Discovery alla rampa di lancio.
Decollo della missione STS-60.
L’arrampicata verso lo spazio della Discovery visto da un aereo di ricognizione.

Fonti: NASA; NASA Spaceflight.