2014/03/25 - Partenza della Soyuz TMA-12M

Dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan decolla la centoventunesima Soyuz. Questo volo, denominato Soyuz TMA-12M, trasporta tre persone (i russi Aleksandr Skvortsov e Oleg Artemyev e lo statunitense Steven Swanson) verso la Stazione Spaziale Internazionale. 

A bordo della Stazione, l’astronauta Rick Mastracchio sfrutta la visibilità concessa dall’orario notturno di lancio per fotografare la Soyuz dallo spazio. 

L’attracco alla Stazione verrà rinviato: un problema al sistema di navigazione della Soyuz obbligherà gli astronauti ad abbandonare il piano di volo con rendez-vous rapido in giornata e a ripiegare su una manovra che richiederà due giorni e 34 orbite della Terra.

L’equipaggio saluta prima di salire a bordo. Credit: NASA/Joel Kowsky.
Decollo notturno della Soyuz TMA-12M. Credit: NASA/Bill Ingalls.
Il decollo visto dalla Stazione Spaziale Internazionale. Credit: NASA/Rick Mastracchio.

Fonti: Wikipedia; NASA.

1992/03/25 - Rientro della Soyuz TM-13, missione a cavallo del crollo dell’Unione Sovietica

La capsula Soyuz TM-13, partita il 2 ottobre 1991 dal poligono di Baikonur in Unione Sovietica, torna sulla Terra dopo 175 giorni trascorsi in orbita, attraccata alla stazione spaziale sovietica Mir, ma nel frattempo lo stato che l’ha lanciata ha cessato di esistere: la sua dissoluzione formale è avvenuta il 26 dicembre 1991, e nei giorni precedenti le repubbliche dell’Unione si sono dichiarate indipendenti.

Il veicolo spaziale atterra pertanto in Kazakistan, nella stessa regione utilizzata da quasi tutti i rientri di equipaggi sovietici, ma stavolta il Kazakistan è una repubblica indipendente. La situazione è particolarmente surreale per due dei tre membri dell’equipaggio di ritorno, Sergei Krikalev e Alexandr Volkov, che vengono soprannominati “gli ultimi cittadini dell’Unione Sovietica”: sono infatti partiti come cittadini sovietici ma sono gli ultimi, formalmente, a ricevere i documenti come cittadini russi.

Volkov era arrivato il 2 ottobre 1991, mentre Krikalev era partito dalla Terra il 19 maggio 1991 con la Soyuz TM-12. Il crollo dell’Unione Sovietica li ha lasciati nell’incertezza sulla Mir, soprattutto nel caso di Krikalev, a causa dei continui rinvii del suo rientro. Sarebbe dovuto rientrare a ottobre del 1991, ma i tagli alle spese avevano annullato un volo di una Soyuz-TM e il cosmonauta che avrebbe dovuto sostituire Krikalev, Alexandr Kaleri, era stato tolto dall’equipaggio della Soyuz TM-13 per fare spazio per il kazako Toktar Aubakirov. Questo cambiamento era necessario per motivi diplomatici, dato che il centro spaziale di Baikonur si trovava di colpo in un altro stato indipendente (il Kazakistan) con il quale occorreva stabilire nuovi accordi di collaborazione. Alla fine la missione di Krikalev è durata ben 311 giorni, il doppio del previsto.

Il terzo membro dell’equipaggio è il tedesco Klaus-Dietrich Flade, che ha trascorso nello spazio poco meno di otto giorni.

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Da sinistra: Krikalev, Volkov e Flade poco dopo il loro atterraggio. Credit: Getty Images.
Un articolo del Resto del Carlino dedicato al ritorno di Krikalev. Dalla collezione personale di Gianluca Atti.
Il Corriere della Sera racconta la vicenda di Krikalev. Dalla collezione personale di Gianluca Atti.

Fonti: Spacefacts, Wikipedia, Astronautix.

1961/03/25 - Partenza di Sputnik 10, con un cane e un manichino a bordo, prova generale del primo volo umano

L’Unione Sovietica lancia lo Sputnik 10 o Korabl-Sputnik 5 o Vostok-3KA numero 2, ultimo volo della capsula Vostok prima del tentativo di volo umano della Vostok 1 di Yuri Gagarin il 12 aprile successivo. A bordo ci sono un cane di nome Zvezdochka (“Stellina”) e un manichino, denominato Ivan Ivanovich. Entrambi torneranno sani e salvi sulla Terra.

Il decollo avviene alle 5:54 UTC del 25 marzo 1961, presso il cosmodromo di Baikonur, usando un vettore Vostok-K. La capsula entra in orbita ed effettua una singola orbita completa della Terra, con un volo che dura circa 105 minuti, rientrando nell’atmosfera sopra l’Unione Sovietica. 

Durante la discesa, il manichino, vestito di tutto punto in una vera tuta spaziale per collaudare la tuta stessa e simulare in dettaglio le condizioni alle quali sarebbe stato esposto il primo cosmonauta, viene espulso dalla capsula su un seggiolino eiettabile e scende separatamente con un proprio paracadute, come dovrà presto fare Gagarin.

In orbita, “Ivan Ivanovich” è dotato di una radio che trasmette messaggi di prova preregistrati. Per evitare che i radioamatori e gli esperti di intercettazione radio di altri paesi potessero scambiare questi messaggi per comunicazioni provenienti da un essere umano in orbita, la registrazione include un coro e una voce maschile che recita la ricetta per fare il borscht (una sorta di zuppa, impossibile da cucinare in assenza di peso). 

I tecnici sovietici pensano che nessun esperto di intelligence possa credere che a bordo ci sia spazio per un coro, ma i radioamatori che non parlano russo non capiscono il significato delle parole pronunciate dalla voce umana che ricevono dallo spazio e quindi teorizzano che si tratti di un volo umano segreto.

Il manichino tecnico scherzosamente noto come “Ivan Ivanovich”.

Fonti: Wikipedia, National Space Centre.

1928/03/25 - Nasce l’astronauta lunare Jim Lovell

Nasce a Cleveland, in Ohio, James Arthur Lovell Jr.; diventerà aviatore della marina militare degli Stati Uniti e volerà nello spazio con Gemini 7 (1965), Gemini 12 (1966), Apollo 8 (1968, volo circumlunare) e Apollo 13 (1971, volo circumlunare con allunaggio previsto ma annullato a causa di una gravissima avaria di bordo).

Lovell sarà la prima persona ad andare nello spazio quattro volte e una delle tre persone nella storia dell’umanità che voleranno verso la Luna due volte (gli altri saranno John Young e Gene Cernan). Lovell sarà l’unico ad averlo fatto senza mai riuscire a posare piede sul suolo lunare.

James Lovell, in tuta spaziale, posa per una foto ufficiale nel 1969. Foto NASA S69-62241.
Lovell davanti al murale al quale si ispira la patch di Apollo 13. Fino al 2014 il murale si trovava nel ristorante Lovell’s of Lake Forest, un tempo di sua proprietà; nel 2015 è stato trasferito al Capt. James A. Lovell Federal Health Center a Chicago (credit: Jim Robinson/Chicago Tribune).

Fonti: Wikipedia, Chicago Tribune.