1994/02/11 - Rientro Shuttle Discovery (STS-60)

Lo Shuttle Discovery atterra sulla pista del Kennedy Space Center, seguito da uno degli aerei di supporto.

Dopo otto giorni nello spazio, atterra al Kennedy Space Center lo Shuttle Discovery, completando la missione Shuttle STS-60, la prima che trasporta un cosmonauta russo, Sergei Krikalev, e la prima della serie di missioni congiunte russo-statunitensi Shuttle-Mir.

L’equipaggio di STS-60: da sinistra in basso in senso orario, Ken Reightler, pilota; Franklin R. Chang-Diaz, specialista di missione; Ronald M. Sega, specialista di missione; Sergei Krikalev, specialista di missione; Jan Davis, specialista di missione; e Charles F. Bolden, comandante.

La missione ha collaudato l’esperimento Wake Shield Facility, un disco di acciaio inossidabile con un diametro di 3,7 metri che trasporta una serie di strumenti per valutare la possibilità di creare un vuoto estremamente spinto alla quota orbitale dello Shuttle (circa 300 km), dove esiste ancora qualche traccia di atmosfera terrestre. Il disco, spostandosi ad elevatissima velocità entro questa tenue atmosfera, crea dietro di sé una scia di vuoto. È concepito per essere rilasciato dallo Shuttle e per allontanarsi a circa 55 chilometri dal veicolo spaziale, venendo poi recuperato dallo Shuttle stesso, ma in questa prima missione alcuni malfunzionamenti hanno fatto sì che non sia stato rilasciato.

L’esperimento Wake Shield Facility agganciato al braccio robotico; in basso, una porzione del laboratorio spaziale Spacehab nella stiva della Discovery.
Dettaglio del Wake Shield Facility.

Fonti: NASA; SSA; NASA Spaceflight.