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1971/07/26 - Partenza di Apollo 15

Decolla dal Kennedy Space Center la missione Apollo 15, la prima delle spedizioni lunari con equipaggio a includere un Rover, un’automobile elettrica, che consente agli astronauti di effettuare esplorazioni a più ampio raggio. Questa è anche la prima missione in grado di portare sulla Luna una quantità più significativa di esperimenti scientifici.

Apollo 15 viene lanciata da un vettore Saturn V, che porta due astronauti, Dave Scott e Jim Irwin, destinati a toccare il suolo della Luna, vicino al Mare Imbrium (Mare delle Piogge), il 30 luglio 1971, mentre il terzo, Al Worden, li attenderà in orbita lunare. 

L’equipaggio di Apollo 15: da sinistra, il comandante, David Scott; il pilota del Modulo di Comando, Al Worden; e il pilota del Modulo Lunare, Jim Irwin.

Scott e Irwin effettueranno tre escursioni lunari in aggiunta a una stand-up EVA (Scott, in tuta spaziale, si sporgerà all’esterno dalla sommità del Modulo Lunare e perlustrerà visivamente e fotograficamente la zona circostante).

I due astronauti resteranno sulla Luna per due giorni, 18 ore e 54 minuti, raccogliendo 77,3 kg di rocce lunari e scattando 1151 fotografie in aggiunta alle trasmissioni televisive in diretta (incluso il decollo del LM) e alle riprese cinematografiche su pellicola. Nel loro bottino geologico ci sarà la Genesis Rock, una delle pietre lunari più antiche mai recuperate (oltre 4 miliardi di anni).

La missione si concluderà il 7 agosto 1971 con un ammaraggio nell’Oceano Pacifico dopo 12 giorni, 7 ore e 11 minuti.

Foto KSC-71PC-543.
Foto 71-HC-978 (ricerca a cura di J.L. Pickering).
Foto KSC-71PC-572.
Foto 71-HC-991 (ricerca a cura di J.L. Pickering).
Foto 71-HC-1103 (ricerca a cura di J.L. Pickering).

Fonti: NASA; Apollo 15 Timeline.

1966/03/16 - Partenza Gemini 8, primo attracco, dramma all’arrivo in orbita

Mar16-1966-Gemini8
Decollo del vettore Titan con la capsula Gemini 8.

Lancio della Gemini 8, che viene lanciata da un razzo Titan 2 e porta in orbita terrestre Neil Armstrong e David Scott. Per entrambi è il primo volo nello spazio. La Gemini 8 effettua il primo attracco (docking) fra due veicoli spaziali in assoluto, raggiungendo e agganciando un veicolo senza equipaggio Agena lanciato meno di due ore prima.

L’attracco, effettuato da Armstrong, è un grande successo: i due veicoli stanno viaggiando a 28.900 km/h, ma le manovre orbitali sono talmente precise che la velocità relativa è di soli 8 centimetri al secondo. Scott annuncia con entusiasmo l’attracco: “Abbiamo attraccato! Sì, è veramente liscio come l’olio!” (“We are docked! Yes, it’s really a smoothie!”). Un’altra tappa significativa della corsa verso la Luna è stata completata.

La Gemini 8 entra in una zona dell’orbita nella quale non c’è contatto radio con il Controllo Missione, come previsto, ma quando ne riemerge le parole di Scott hanno tutt’altro tono: “Qui abbiamo un problema serio” (“We have a serious problem here”). A insaputa degli astronauti, un motore di manovra della loro capsula è andato in avaria e la sua spinta sta facendo ruotare su se stessi i due veicoli agganciati.

Sospettando erroneamente che la rotazione imprevista sia causata dal veicolo Agena, i due astronauti si sganciano da quest’ultimo, ma in questo modo riducono la massa del sistema sul quale agisce il motore malfunzionante e quindi la rotazione non fa che aumentare, arrivando a un giro al secondo, con il rischio che gli astronauti si disorientino e in poco tempo perdano i sensi. La cinepresa di bordo documenta la rotazione rapida della capsula, come visibile a 19:00 nel video qui sotto.

Neil Armstrong spegne l’intero impianto dei motori di manovra e usa poi i motori di manovra di rientro per riprendere il controllo della Gemini 8. Questo risolve l’emergenza, ma consuma circa il 75% del propellente disponibile per effettuare il rientro e quindi il Controllo Missione decide di ordinare un rientro anticipato rispetto al piano di volo.

La Gemini 8 ammara, dopo aver effettuato un’altra orbita, a circa 1000 km a sud di Yokosuka, in Giappone. Armstrong e Scott attendono i soccorsi per tre ore, tormentati dal mal di mare ma sani e salvi. L’emergenza felicemente risolta dimostra la capacità degli astronauti e dei tecnici a Terra di gestire gli imprevisti. La prontezza di reazione di Armstrong cementa la sua reputazione fra gli astronauti e contribuirà non poco alla sua selezione per le missioni lunari; anche Scott andrà sulla Luna.

Fonti: NASA; GA.